ESCURSIONE IN GOLETTA

Si tratta di una esclusiva escursione costiera a bordo di una goletta di circa venti metri di lunghezza interamente costruita in mogano, dove in tutto relax per il limitato numero di passeggeri si può godere del maestoso panorama comodamente sdraiati sull’ampio prendisole di prua, oppure dalla dinette di poppa al riparo dal sole. 

Partenza alle ore 08.30 dal porto di Arbatax, inizia la navigazione nel golfo d’Ogliastra in direzione Nord, facendo rotta per l’Isola d’Ogliastra, sulla cui sommità una statua della Madonna, (cui viene dedicata una processione a mare, e una funzione religiosa viene officiata su un’altare di pietra che si trova sull’isolotto), la quale domina l’intero golfo. Particolare è la limpidezza dell’acqua che permette di osservare la prateria di posidonia oceanica alternata a chiazze di bianchissima sabbia, intanto tutt’intorno volteggiano gabbiani e cormorani, unici abitanti dell’isola. Mentre l’equipaggio offre il caffè agli ospiti, sullo sfondo, verso nord-ovest appare il paesino di Santa Maria Navarrese con la sua torre saracena. Proseguendo la navigazione si giunge a Pedralonga, uno sperone di roccia alto 129 metri sul livello del mare già punto di riferimento per i navigatori fenici. Da questo punto lo scenario diviene aspro e selvaggio con guglie e falesie a picco che come punta Giradili superano gli 800 metri, il mare assume colori vari e cristallini a seconda della natura del fondale. Prima di lasciare il golfo d’Ogliastra troviamo una serie di grotte come la grotta dei colombi, la grotta della sorgente e la grotta azzurra. Doppiando capo di Monte Santo, lasciamo il golfo d’Ogliastra per entrare nel golfo di Orosei, si superano i due fiordi che lo caratterizzano: portu Pedrosu o cala scirocco e portu Quau o cala tramontana che divenne tristemente famoso nel 1962 per il naufragio del “Levante”, un mercantile che vi si schiantò a causa di una tempesta.

Dopo aver percorso una dozzina di miglia si arriva alla grotta della Contessa,  dove per via di una alta apertura laterale, all'interno si scatenano giochi di luce e riflessi e la stessa acqua diventa fosforescente. Subito dopo si apre il maestoso scenario di cala Goloritzè sia per il suo arco di roccia naturale che è stato decretato monumento naturale, ma anche per le sue guglie e per il colore dell’acqua. Superando di un centinaio di metri cala Goloritzè, si scorge la spiaggia degli innamorati o spiaggia delle sorgenti a causa delle risorgive d’acqua dolce. Proseguendo la navigazione si ammirano la spiaggia dei Gabbiani e la spiaggia di cala Mariolu, (nome attribuito dai pescatori ponzesi che arrivavano in Sardegna per le loro campagne di pesca, essi avevano l’abitudine di conservare all’interno della grotta che si trova all’estremità nord della cala il pescato per via della bassa temperatura interna, quindi le foche monache che in quel periodo erano numerose ne approfittavano, da lì cala mariolo o cala del ladro). Ancora più a nord, il canyon scolpito nel calcare da un impetuoso torrente "baccu Mudaloru" e quindi la grotta del Fico, scavata da un antico fiume sotterraneo, che è stata tenuta chiusa fino a pochissimi anni fà poichè ritenuta l'ultimo rifugio della foca monaca, quindi le piscine di Venere e cala Biriola.

Il percorso prevede la sosta per il bagno sia al mattino che al pomeriggio, facoltativa la visita alla grotta del Fico. (L'itinerario potrà subire variazioni in base alle condizioni meteo).

Il pranzo, offerto a bordo, è base di pesce fresco del golfo: aperitivo, antipasto, penne al sugo di gamberi e grancevola, frittura di paranza, acqua vino dolce caffè acquavite sarda.

L'equipaggio metterà a vostra disposizione, borsa termica con acqua fresca per la spiaggia, ombrelloni, maschere e pinne.

Intorno alle 16,00 con l’ausilio del tender si reimbarca, quindi si inizia la navigazione per il rientro che è previsto intorno alle 18 circa.